E' proprio così. Spesso c'è bisogno di una sveglia(ta).
E' quella che ha questo blog ormai.
Avrei voluto mantenere il formato originale dei primi post, e cambiare solo quello dei post che d'ora in poi scriverò. Ciò non era in ogni modo possibile. Nella logica blogger l'attenzione alla storia evolutiva è ancora pressochè nulla, percui o ci si accontenta di lasciar sempre tutto così com'era, oppure si cambia tutto senza lasciar tracce del passato. E la scelta è pressochè felicemente caduta sulla seconda opzione. Felicemente perchè il cambiamento è vento fresco d'estate e aria profumata a primavera; perchè cambiare è rivoluzionare e rivoluzionare è futuro e futuro sono sogni e speranze, e tutto ciò prende il nome di gioventù. Pressochè perchè sarebbe stato bello poter lasciare segno di quest'evoluzione mostrando attraverso quale percorso si sia arrivati a tali risultati.
Piazza pulita del paesaggio da Heidi style (le caprette ti fanno ciao) con colori poco decisi di prati verdolini, e cambiamento con qualcosa di piu allegro e sboccacciato. Arancione blu e viola. E poi il titolo lo facciamo piu grande, và!
Cambiamento di colori, cambiamento di stile.
Percui prendete questo post come la copertina di un'altra serie. Il blog non perde il titolo, e neanche i vecchi post. Perchè siamo sempre affezionati alle api margherite , perchè i vecchi post saranno gli unici a mantenere memoria storica che il nuovo formato ha quasi soppresso.L' Ape Margherita petulante che ci narrerà le sue nuove storie però ormai sarà della specie blu e viola. Insomma un tipo un po' matacchione di quelle che senza gambe pelose di insetto sulla lingua scherzano e cercano i fiori che danno il polline della felicità che si è scoperto essere di colore arancione.Dopo di che tutto dovrebbe esser chiaro. Il verdolino e il celeste di prima non potevano fare per noi.Saluti al passato, e l'ape satvolta ci scrive "Cambiamo musica signori! ZZZZZZzzzzZZzz"
Ape Margherita
sabato 25 agosto 2012
domenica 8 aprile 2012
Il "Tic"
Era giunta l'ora di riprendere in mano un percorso lasciato interrotto, inaspettatamente fermo, incompiuto, che come sempre aveva necessitato una pausa per poi chissà un giorno ripartire, rifletteva Matilde.
E il momento era arrivato.
Nella successione di passi che costituiscono il percorso, che poi diventa cammino, che poi diventa viaggio, e poi vita, e poi storia, veniva l'attimo in cui l'automatico procedere dei piedi di Matilde, indotto da una mente che un giorno aveva detto cammina, di colpo si arrestava.
Un "Tic" e subito tutto fermo.
E il "Tic" era per tutti i versi, eccetto uno, come un vero e proprio Tic. Ovvero sillaba il cui significato medico intende un disordine stereotipato del movimento come quello del tremore, volontariamente inarrestabile, di una parte del corpo. Esempi sono una palpebra di uno sguardo troppo concentrato ,o la mano dell'ospite che afferrando il cucchiaino pieno di zucchero innaffia tutta la tavola prima che il decurtato contenuto polveroso arrivi al caffè.
E tutto ciò, appunto, senza avere minimo governo della mente del poveretto che il più delle volte viene preso dagli occhi dei circostanti, come un imbranato.E il risultato poi un caffè un po' amaro che, figure messe apparte- da noi ma non in prima battuta nè dall'interessato nè dagli altri invitati- potrà anche giovare. Chissà.
Però qui il differente, -badate alle virgolette- il "Tic" di Matilde anziche in eccesso, risultava in diffetto di movimento.
Fatto sta che tutto ciò avveniva, e Matilde si era abituata. In queste cicliche interterruzioni,il fermarsi era un ripensare a strade finora già percorse, dialoghi fatti, dialoghi non fatti, opere e ommissioni; volontà comunicative inespresse, male espresse,o espresse bene. Silenzi mancati, possibilità di nuove interpretazioni. Interruzioni come riaccumulo di fiato e ripresa di energia, possibilità di ricongiungere i capi di percorsi già iniziati che avevano atteso l'attimo del "Tic" per poter poi ritrovare ,in seguito, nuove direzioni e ripartire.E ancora chissà. Come il Tic dell'ospite che aveva regalato un caffè più caffè, cosa avrebbero regalato queste interruzioni, questo virgolettato a Matilde?
Una buona Pasqua a tutti voi.
E il momento era arrivato.
Nella successione di passi che costituiscono il percorso, che poi diventa cammino, che poi diventa viaggio, e poi vita, e poi storia, veniva l'attimo in cui l'automatico procedere dei piedi di Matilde, indotto da una mente che un giorno aveva detto cammina, di colpo si arrestava.
Un "Tic" e subito tutto fermo.
E il "Tic" era per tutti i versi, eccetto uno, come un vero e proprio Tic. Ovvero sillaba il cui significato medico intende un disordine stereotipato del movimento come quello del tremore, volontariamente inarrestabile, di una parte del corpo. Esempi sono una palpebra di uno sguardo troppo concentrato ,o la mano dell'ospite che afferrando il cucchiaino pieno di zucchero innaffia tutta la tavola prima che il decurtato contenuto polveroso arrivi al caffè.
E tutto ciò, appunto, senza avere minimo governo della mente del poveretto che il più delle volte viene preso dagli occhi dei circostanti, come un imbranato.E il risultato poi un caffè un po' amaro che, figure messe apparte- da noi ma non in prima battuta nè dall'interessato nè dagli altri invitati- potrà anche giovare. Chissà.
Però qui il differente, -badate alle virgolette- il "Tic" di Matilde anziche in eccesso, risultava in diffetto di movimento.
Fatto sta che tutto ciò avveniva, e Matilde si era abituata. In queste cicliche interterruzioni,il fermarsi era un ripensare a strade finora già percorse, dialoghi fatti, dialoghi non fatti, opere e ommissioni; volontà comunicative inespresse, male espresse,o espresse bene. Silenzi mancati, possibilità di nuove interpretazioni. Interruzioni come riaccumulo di fiato e ripresa di energia, possibilità di ricongiungere i capi di percorsi già iniziati che avevano atteso l'attimo del "Tic" per poter poi ritrovare ,in seguito, nuove direzioni e ripartire.E ancora chissà. Come il Tic dell'ospite che aveva regalato un caffè più caffè, cosa avrebbero regalato queste interruzioni, questo virgolettato a Matilde?
Una buona Pasqua a tutti voi.
domenica 5 giugno 2011
venerdì 27 maggio 2011
domenica 22 maggio 2011
...Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori
Sarebbe bello essere sempre accompagnati da questa consapevolezza, e ammirare e poi ammirare ciò che gratuitamente compare ai nostri occhi...
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Mezza e una
Non vogliatemene,Ape Margherita è scappata per metà.Rimane solo Margherita che per tentare di pareggiare il conto chiama compagnia.